Stufe A Pellet, Ecopellet

8 settembre 2009 - ELETTRODOMESTICI

STUFE A PELLET, ECOPELLET – Il pellet è un combustibile ecologico che deriva dalla lavorazione di materiali legnosi. La sua comparsa, o meglio la sua affermazione in tempi recenti, e’ strettamente connessa alla ricerca di fonti alternative ecologiche rinnovabili da utilizzare al posto dei soliti derivati del petrolio. Cio’ risponde sia ad un’esigenza di natura economica visto il lievitare dei prezzi dei prodotti petroliferi, sia alla necessita’ di tutelare l’ambiente con un risparmio energetico e con produzione limitata di ceneri e fumi di scarico.

stufe a pellet ecopellet

In definitiva, rispetto all’uso della legna impiegata nelle stufe tradizionali e nei camini, l’uso del pellet comporta miglioramenti di tipo ecologico, energetico e di gestione dell’impianto di riscaldamento in quanto ha una buona combustione, produce poche ceneri, pochi residui e un basso indice di umidita’.

Il pellet si ricava dalla segatura di legno vergine, cioe’ da legno non trattato e senza additivi, che deve essere prima disidratata e successivamente compressa dando la forma di piccoli cilindri del diametro di pochi millimetri (da 6 a 10 mm. ca.)

A questo punto il prodotto e’ pronto per il confezionamento in sacchi di plastica resistente (in genere viene usato il polietilene) e messo in commercio.

L’impiego del pellet e’ riservato esclusivamente alle stufe predisposte per questo combustibile.

Vi sono vari tipi di pellet, in relazione al legno da cui proviene la segatura: abete faggio etc

Vantaggi e svantaggi del pellet

I vantaggi dell’utilizzo della stufa a pellet sono stati esposti variamente in precedenza e, per sintetizzare, sono:

  • economicita’ del combustibile
  • gestione semplificata della combustione (anche mediante utilizzi di componenti elettronici, timer, etc.
  • tutela dell’ambiente (ecopellet)

Gli svantaggi possono essere:

  • necessita’ di utilizzare un dispositivo specifico: la stufa a pellet
  • utilizzo limitato del combustibile (si puo’ usare solo pellet)
  • il ricircolo d’aria avviene tramite una ventola che puo’ quindi provocare eccessiva secchezza dell’aria
  • sia la ventola che la tramoggia che fa cadere il combustibile nel braciere possono produrre un rumore di fondo che puo’ risultare fastidioso
  • dipendenza del funzionamento dall’allaccio all’impianto elettrico (in assenza di tensione si spegne)
  • necessita’ di una pulizia frequente (con apposito aspiracenere. E’ sconsigliabile usare il normale aspirapolvere perche’ la cenere e’ molto fine e finirebbe per rovinarlo)

Ora, tenendo conto dei fattori sopra indicati e in relazione alle proprie esigenze, ciascuno e’ in condizioni di scegliere.

Per quanto riguarda la scelta, esiste una gamma molto ampia di modelli per tutte le esigenze, le dimensioni, le latitudini e …il portafoglio.

Nell’acquisto pur dando retta ai suggerimenti del rivenditore, va tenuto presente che quest’ultimo tende a minimizzare eventuali inconvenienti per vendere il suo prodotto e quindi e’ opportuno acquisire il maggior numero di informazioni possibile su caratteristiche e funzionamento dei vari modelli per fare una scelta oculata.

Poiche’ le stufe a pellet necessitano di una certa competenza per il montaggio e l’installazione, e’ opportuno che tali operazioni vengano effettuate da personale specializzato che dovra’ valutare tra l’altro:

  1. che la canna fumaria sia in acciaio, di almeno 80 mm di diametro e che proceda almeno mezzo metro oltre il colmo del tetto (bucare il muro e far uscire il tubo da una parete perimetrale, oltre che non funzionale, in alcuni paesi europei e’ illegale)
  2. che la canna fumaria sia correttamente innestata nella stufa con un tubo a T (specifico per consentire la pulizia)
  3. che sia assicurata l’assunzione dall’esterno dell’aria comburente.

Va inoltre precisato che le case produttrici utilizzano componenti elettronici che sono sempre gli stessi per le varie marche. Tali componenti sono classificati da 1 a 7 in base ai test a cui sono assoggettati che ne garantiscono la qualita’.

Occorre controllarli, tenendo presente che stufe particolarmente economiche potrebbero impiegare componenti di bassa qualita’ che nel tempo possono rendere inservibile la stufa stessa.

Due ultime considerazioni (tanto per fare l’avvocato del diavolo!):

  1. il pellet come materiale da bruciare e’ contenuto in sacchi di plastica da 15 kg (con conseguente necessita’ di smaltimento della plastica)
  2. la domanda di pellet e’ superiore all’offerta e cio’ in assenza di cambiamenti nel mercato potrebbe determinare una tendenza all’aumento del costo del combustibile

Cio’ nondimeno, la stufa a pellet sta prendendo rapidamente piede in Italia (attualmente si stima che oltre 7-800.000 famiglie la utilizzino gia’) ed i modelli in commercio continuano ad essere migliorati aumentando la resa e l’efficienza.

Quello che segue e’ un articolo che tratta della vicenda del pellet cosiddetto radioattivo riportata dai media qualche mese fa.

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Caccia al pellet radioattivo

“Usate prodotti italiani” Ancora sequestri di ecocombustibile contaminato. Chi ne possiede deve chiamare la polizia. Nel nostro paese 700.000 stufe con questo sistema.

AOSTA – Caccia in Italia al pellet radioattivo. Dopo il sequestro di diecimila tonnellate di sabato, si moltiplicano le segnalazioni dei cittadini. In Valle d’Aosta, da dove è partita l’inchiesta che coinvolge 30 città, la fornitura di combustibile contaminato è giunto a febbraio tramite un rivenditore di Saint-Christophe. La polizia ha sequestrato nel magazzino poco meno di 1500 sacchetti.

La Protezione civile consiglia a tutta la popolazione in possesso del combustibile della marca indicata di contattare i numeri telefonici 115 dei Vigili del fuoco e 113 della Questura per il corretto smaltimento del combustibile. “Il materiale stoccato nei sacchetti o comunque allo stato inerte – si legge nella nota diffusa dalla Regione – non risulta essere dannoso per la salute della popolazione”.

Un carico dalla Lituania. Nell’eco-combustibile domestico proveniente dalla Lituania e sequestrato in tutta Italia sono state rilevate tracce di Cesio137. La sostanza radioattiva è prodotto dalla detonazione di armi nucleari e dai reattori delle centrali nucleari.

“I pellet contaminati – ha spiegato il questore di Aosta, Salvatore Aprile – non sono pericolosi per la salute dell’uomo quando sono inerti, mentre lo possono essere i fumi prodotti dalla loro combustione, così come le ceneri”.

Tra produzione nazionale ed importazioni in Italia – afferma Coldiretti – sono utilizzati circa un milione di tonnellate di pellet, per la grande maggioranza di provenienza nazionale, anche se negli ultimi anni sono aumentate le importazioni dai Paesi dell’Est europeo.

L’associazione dei coltivatori consiglia di scegliere il made in Italy, con prodotti che garantiscono la tracciabilità. “E’ necessario investire sulla

produzione di energia rinnovabile dell’agricoltura italiana che è ottenuta per oltre il 70% da biomasse combustibili dove sono completamente assenti i rischi di contaminazione nucleare”.

Fonte: La Repubblica (14 giugno 2009)

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ecopellet

Alcune delle piu’ note case produttrici

La Nordica-Extraflame

Argo

Cuore del Calore

Lincar

Thermorossi

Ravelli

Cola

M C Z

Kingfire

Palazzetti

Caminetti Montegrappa

Edilkamin

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