Cucina Ikea Metod, Come Cambiare La Cucina

La cucina e’ senza dubbio un ambiente tra i piu’ personalizzabili della casa e Ikea, il colosso del settore della distribuzione made in Svezia ci consente di farlo in modo simpatico, innovativo e… poco dispendioso.

In cucina oltre alla funzionalita’, che occupa naturalmente il primo posto tra le priorita’, viene subito dopo l’estetica e con essa la personalita’. Infatti in genere la cucina rispecchia il carattere e la personalita’ delle persone che abitano la casa.

come cambiare cucina metod

Sono ormai passati i tempi in cui si andava in un centro arredamento e si comprava in quattro e quattrotto una cucina, senza andare troppo nel dettaglio e prendendo un pacchetto preconfezionato.

Oggi, come abbiamo gia’ detto, si sente sempre piu’ l’esigenza di creare un proprio ambiente irripetibile ed unico da sentire proprio e nel quale sentirsi a proprio agio e in pieno relax.

Quindi, se si pone il problema di come cambiare la cucina, ecco che Ikea c i viene incontro proponendoci un concetto nuovo che fa proprio a caso nostro, la linea Ikea Metod.

cambiare la cucina

Ma in cosa consiste questo nuovo concetto Ikea Metod?

Diciamo che da un certo punto di vista non sarebbe proprio una novita’ in quanto il gigante svedese da sempre si propone come distributore di mobili economici e facilmente adattabili alle varie situazioni abitative e, in genere, mobili assemblabili. Quest’ultimo aspetto ci consente di non andare fuori tema trattando degli articoli di Ikea. Infatti, anche se va detto che montare un mobile Ikea e’ cosa alla portata di tutti (a patto che non si sia proprio negati nelle attivita’ manuali), gli articoli di Ikea possono essere utilizzati per creare componenti di arredamento, assemblati l’uno con l’altro e dar quindi sfogo alla fantasia del fai da te.

Lo spirito che ha animato alla base l’ideazione della nuova linea cucina Metod e’ stato quello di fornire elementi componibili disponibili in varie misure per consentire all’utente di creare il suo ambiente cucina con la massima flessibilita’, adattando i vari pensili e le basi alle varie situazioni, sfruttando appieno gli spazi a disposizione in modo razionale e intelligente.

Come dice il nome stesso della nuova linea di cucine della Ikea, si tratta piu’ di un nuovo metodo, una nuova concezione di assemblare una cucina.

cucina metod

Come e’ ovvio Ikea ha lungamente studiato quelle che potevano essere le nuove esigenze e ne e’ nata questa nuova linea cucine Ikea presentata nel nuovo catalogo Ikea 2014.

Gia’ prima nei Magazzini Ikea per la cucina era possibile scegliere i materiali, i rivestimenti e gli accessori, ora pero’ a queste possibilita’ si va ad aggiungere, cosa non da poco, la facolta’ di scegliere tra varie misure, in larghezza, profondita’ e altezza in modo da permetterci di allestire e attrezzare la nostra cucina, adattandosi alle eventuali irregolarita’ delle pareti e ad ogni situazione particolare, sfruttando al massimo gli spazi a disposizione e nello stesso tempo creando un insieme armonioso ed esteticamente valido.

Un altro elemento innovativo che e’ implicito nel nuovo Metod e’ rappresentato dalla possibilita’ di riconvertire la propria cucina al variare della situazione familiare o piu’ semplicemente al variare dei gusti o delle mode, modificandone l’aspetto per adeguarla alla nuove esigenze.

 

Costruire Una Scala Da Giardino, Costruire Una Scaletta Di Legno

Se abbiamo un giardino e ci piace occuparci personalmente della cura di piante e fiori, oltre a fare ogni tipo di lavoro possa rendersi necessario nel nostro terreno, potremmo aver bisogno di una scala da giardino.

scaletta di legno

Vi sara’ infatti capitato di dover svolgere un lavoro su un prato non in piano, ma degradante, magari dovete tagliare l’erba del prato, ma usare il tagliaerba o il decespugliatore su un terreno inclinato non e’ certo un compito facile. Una buona soluzione potrebbe essere rappresentata dall’impiego di una piccola ma efficace scala di legno da appoggiare al terreno in modo da svolgere il lavoro in modo stabile e sicuro.

Per costruire una scala in legno di tipo tradizionale occorre, come abbiamo spesso ripetuto, predisporre un piccolo disegno (diremmo progetto se non ci sembrasse un po’ troppo pomposo per un semplice schizzo). Un disegno molto semplice che ha il solo scopo di darci un’idea di massima di cosa vogliamo realizzare, di stabilire le dimensioni e di redigere un elenco dei materiali che ci occorrono. Diciamo anche che una scala come quella di cui stiamo parlando ha un uso molteplice e inoltre, un  domani, quando non sara’ piu’ utilizzabile come scala, potra’ sempre rivivere sotto forma di accessorio un po’ shabby per la nostra casa. Ecco che la potremo reimpiegare come libreria o portavasi o ancora, come portasalviette per il bagno, etc.

scala da giardino

Una scala per giardino puo’ essere costruita come quelle una volta in uso nelle fattorie, con laterali a sezione rotonda o quadrata (diciamo 6×6) e pioli a sezione tonda (ca. 3 cm. di diametro). Pero’ nel caso che ci occupa, considerando l’uso al quale la nostra scala sara’ destinata, riteniamo piu’ versatile ed efficace una scala che abbia dei gradini con una pedata di almen o 15-18 cm. per poter offrire un appoggio piu’ stabile. Infatti la nostra scala non dovra’ servire per salire e scendere, bensi’ per lavorare stando in equilibrio su un terreno inclinato.

scala per giardino

Ipotizzando quindi di voler costruire una scaletta di legno alta un paio di metri, il materiale che potrebbe servirci dovrebbe essere piu’ o meno il seguente:

  • tre assi o travetti di legno lunghi 2 metri larghi 18 cm con uno spessore di circa 3 cm.
  • viti da 6 cm
  • trapano con punte da legno
  • cacciavite

materiali che possiamo facilmente procurarci in ogni centro Brico o Leroy Merlin

Abbiamo pensato di costruire una scala con sette gradini e quindi useremo due delle tre assi per i sostegni laterali, mentre la terza asse verra’ tagliata per ottenere sette gradini di 40 cm. cad.

Per procedere con la costruzione della scala possiamo praticare col trapano una serie di fori del diametro di 3 mm. lungo i due laterali, distanziando ogni foro di 25 cm. uno dall’altro, tenendoci a 2 cm. ca.da uno dei due bordi sul lato lungo di ciascun asse.

Ora fissiamo ogni gradino avvitando i laterali sui gradini. Dopodiche’ poniamo la scala in posizione verticale e incliniamo i gradini con la stessa inclinazione (in base alla verticalita’ del terreno sul quale verra’ poi appoggiata la scala). Quindi fissiamo i gradini con le viti.

come costruire una scaletta

Dovremo quindi passare una mano di impregnante su tutta la scala e, dopo una leggera carteggiatura, passiamo una seconda mano di impregnante per preservare la scala dai danni derivanti dalle intemperie.

 

Sicurezza Della Casa, Come Proteggere La Propria Casa

Quando arriva il periodo delle vacanze, si comincia a sognare mare, monti e relax, ma … tra tanti sogni arriva anche l’incubo dei ladri. Ecco perche’ vogliamo trattare questo argomento, quello della sicurezza della casa e dei vari modi di come proteggere la propria casa.

sicurezza della casa

Premettiamo che, in genere, i ladri preferiscono le case abitate perche’, se non si tratta di furti mirati o su commissione, un appartamento abitato offre maggiori possibilita’ di trovare una refurtiva facilmente smerciabile come gioielli e denaro, mentre quando la famiglia va in vacanza normalmente porta con se’ le cose di maggior valore. Accorgimento questo che costituisce il miglior sistema antifurto.

Resta comunque il fatto che i ladruncoli, che non per nulla vengono definiti topi d’appartamento, in estate sono molto attivi.

Detto questo, il problema della sicurezza della propria abitazione e’ sentito molto profondamente, quindi ognuno si organizza cercando di fare azione di prevenzione.

Porte blindate, serrature di sicurezza, bloccatapparelle, parastrappi, sono tutti accorgimenti che, da un lato creano sicuramente maggiori difficolta’ o riescono a dissuadere potenziali scassinatori, mentre dall’altro contribuiscono a darci una buona dose di serenita’, necessaria per poter partire con meno ansia.

Evidentemente l’ideale sarebbe fare installare un efficace sistema di allarme antifurto da un’azienda specializzata, magari con commutatore telefonico che ci avvisa in caso di tentativo di intrusione.

Si tratta certamente di una buona soluzione che pero’ presenta due aspetti critici,

  1. in genere e’ un intervento piuttosto costoso
  2. e’ un lavoro che viene svolto da estranei che necessariamente saranno a conoscenza se non delle combinazioni (che sono cambiabili dal proprietario), quantomeno della dislocazione dei congegni e del loro funzionamento.

Diciamo subito che se possediamo un Picasso o un Modigliani, abbiamo sbagliato sito e dobbiamo rivolgerci sicuramente a qualche esperto di sicurezza e predisporci a spendere un po’ di piu’. Una barriera impenetrabile probabilmente non esiste e noi intendiamo trattare solamente (e concretamente) di cosa poter fare per rendere la vita un po’ piu’ difficile a potenziali indesiderati visitatori.

Infine, noi ci occupiamo di interventi fai-da-te e quindi vediamo un po’ quali sono gli accorgimenti che possiamo adottare per rendere, per quanto ci e’ possibile,  la nostra casa a prova di effrazione.

Esistono infatti diversi tipi di accorgimenti, facili da attuare e che tuttavia possono svolgere una efficace funzione di dissuasione e scoraggiare eventuali malintenzionati.

sicurezza per la casa

SICUREZZA DELLA PORTA

Sembra impossibile, ma la porta d’ingresso e’ la via di accesso piu’ usata dai malviventi per entrare in un’abitazione e quindi ad essa dedichiamo la nostra prima attenzione.

L’ideale sarebbe installare una porta blindata in metallo, dotata di serratura di sicurezza, spioncino e parastrappi. Ve ne sono di molti tipi e di molti materiali che si adattano all’estetica della casa e nei grandi Centri Brico ne vengono proposti numerosi modelli per ogni gusto ed ogni borsa.

L’installazione di una porta corazzata o porta blindata e’ un lavoro per professionisti, ma con un po’ di buona volonta’ e seguendo attentamente le istruzioni contenute nella confezione possiamo provvedere anche da soli.

Se non vogliamo affrontare la spesa ed i lavori che una porta blindata comportano, possiamo almeno provvedere a cambiare la serratura e applicare dei parastrappi. Questi ultimi sono degli accessori costituiti da due piastrine, una femmina ed un maschio che opportunamente posizionati sullo stipite e sulla porta creano un impedimento sia alla traslazione orizzontale che al sollevamento dell’anta che viene cosi’ bloccata. L’installazione dei parastrappi e’ molto semplice. Si tratta di praticare con uno scalpello da legno due scanalature sul bordo della porta (lato cardini) e sullo stipite in modo da alloggiare le due citate piastre metalliche che devono essere strettamente avvitate alla struttura della porta. Un intervento semplice e poco costoso che pero’ puo’ evitare lo scardinamento della porta (o almeno ne complica il tentativo).

Per quanto attiene alla sostituzione della serratura, possiamo rimandare ad un altro articolo sull’argomento, non senza far presente che la materia e’ in continua evoluzione per far fronte alla progressiva specializzazione dei malviventi e quindi si e’ perennemente alla ricerca di nuovi sistemi per rendere sempre piu’ arduo il tentativo di effrazione. Per questo motivo e’ bene informarsi sugli ultimi ritrovati in materia di serrature prima di procedere all’acquisto di una nuova. Esistono infatti in commercio numerosi modelli e tipi di serrature. A titolo solo indicativo ne elenchiamo qualcuno qui di seguito

  • serrature a doppia mappa, a cilindo a pompa
  • serrature per porte blindate
  • serrature a sbarre o a spranghe
  • serrature elettroniche, a codice, a pistoni motorizzati
  • serrature omega e omega-plus, etc.

SICUREZZA FINESTRE

Un altro punto debole dell’abitazione e’ rappresentato dalle finestre. Infatti le porte non sono i soli punti di accesso e anzi, spesso si tende a sottovalutare il rischio potenziale rappresentato dalle finestre, soprattutto quando queste sono collocate ai piani alti della casa. E’ un errore che si potrebbe pagare a caro prezzo!

In Italia come serramenti per le finestre, soprattutto nelle citta’ e nelle case moderne, sono molto diffuse le tapparelle. In questo caso un dispositivo assai semplice da installare, ma molto efficace per la sicurezza della casa, e’ il bloccatapparelle a scatto. Si tratta di un meccanismo a scatto che si monta con due tasselli ad espansione all’interno, sullo stipite laterale (cercando di posizionarlo piuttosto in alto) e che e’ dotato di una specie di arpione che va ad incastrarsi nella fessura tra le stecche della tapparella bloccandone il movimento. Lo sblocco puo’ ovviamente avvenire solo dall’interno.

Esistono anche dei particolari tipi di bloccatapparella costituiti da una specie di spatola di metallo dotata di un lungo manico. Usando il manico viene posizionata orizzontalmente sull’ultima stecca, in alto, in modo da bloccare la salita della tapparella e non e’ rimovibile se non dall’interno. Un sistema semplice ed economico che offre il vantaggio di non necessitare di alcuna installazione in quanto non e’ necessario forare gli stipiti.

Appare superfluo dire che per maggior sicurezza, in entrambe i casi sarebbe preferibile sostituire l’intero avvolgibile, che normalmente e’ costituito da doghe di legno o di plastica, con una tapparella antisfondamento di metallo.

Se invece le finestre sono dotate di persiane o ante, i metodi piu’ comuni per metterle in sicurezza consistono nell’applicazione di cerniere antisfilamento o chiusure a piu’ punti con meccanismi analoghi a quelli adottati per le porte blindate.

Visto che stiamo parlando di sistemi di sicurezza passivi, aggiungiamo anche due piccoli accessori che pero’ potrebbero giocare anch’essi un ruolo decisivo in determinate situazioni di pericolo, ci riferiamo allo spioncino (o occhiolino come viene comunemente chiamato) e alla catena o catenaccio da applicare alla porta, che permette di aprire solo un poco la porta per accertarsi di chi abbiamo di fronte.

proteggere la casa

L’installazione dello spioncino e’ molto semplice e consiste nel praticare un foro al centro della porta, ad un’altezza media di 150-160 cm. e quindi inserire le due parti dello spioncino che vanno avvitate una nell’altra, una dall’interno e una dall’esterno della porta.

Naturalmente qui abbiamo solo trattato in modo sintetico dei sistemi passivi di sicurezza e degli accorgimenti per proteggere la propria casa, lasciando l’argomento dei sistemi attivi di sicurezza, cioe’ degli impianti di allarme ad altro post.

 

Dipingere Casa, Colori Sicuri Per La Casa

PRODOTTI SICURI, VERNICI SICURE

Ormai siamo tutti abbastanza sensibilizzati sull’importanza dell’aspetto sicurezza per i prodotti che consumiamo e di cui ci serviamo per la cura personale. Ci preoccupiamo della qualita’ dell’aria nelle nostre citta’, dell’inquinamento atmosferico, dello smog nonche’ dell’inquinamento del suolo, ma spesso non abbiamo la stessa percezione dei potenziali rischi  presenti all’interno delle nostre case.

colori sicuri

Si tratta di rischi connessi ai materiali usati nella costruzione, ai materiali usati per la realizzazione dei mobili e degli arredi, ma anche di rischi dovuti alla possibile presenza di radon o anche alla contaminazione derivante dall’impiego per la tinteggiatura delle pareti di casa e dei mobili di additivi e coloranti nocivi. Questi prodotti possono rilasciare per anni particelle volatili altamente pericolose per la nostra salute. Se pensiamo che ormai la casa, vuoi per effetto della maggiore nec essita’ di privacy, vuoi per la sempre maggiore ostilita’ del mondo esterno, e’ diventata sempre piu’ una sorta di rifugio ermetico, sigillato e protetto dove pero’, proprio per queste caratteristiche, unite al fatto che vi trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, il rischio di contaminazione e’ amplificato in modo esponenziale.

Quando andiamo ad effettuare lavori in casa, sia quando ci rivolgiamo ad aziende specializzate, ma soprattutto quando ci dedichiamo alla nostra passione per il fai-da-te o bricolage che dir si voglia, dobbiamo prestare molta attenzione ai prodotti che vengono utilizzati. Per poter valutare la tossicita’, anche nel tempo, dei prodotti che andiamo ad utilizzare, e’ necessario conoscerli. Per questo motivo vogliamo proporre ai nostri lettori, ovviamente senza la presunzione di essere totalmente esaurienti, un riepilogo delle principali caratteristiche che i vari prodotti hanno, al fine di aiutare tutti ad una scelta piu’ consapevole evitando di metterci in casa inutili pericoli. E’ importante tenere presente queste argomentazioni quando per esempio ci accingiamo a dipingere la cameretta dei bambini o dobbiamo scegliere i colori per le pareti di casa.

dipingere casa

COME SCEGLIERE I COLORI

Recentemente un organismo americano, l’EPA (Environmental Protection Agency) ha diramato un’informativa in base alla quale, secondo studi e rilevazioni effettuate, la concentrazione di VOC (composti organici volatili) nelle abitazioni sarebbe superiore di dieci volte a quella rilevabile all’esterno. Un monito del quale sara’ bene tenere conto se abbiamo a cuore la nostra salute.

Parlando di pitturare o dipingere casa (in veste di imbianchini e non certamente di pittori!) ci troviamo inoltre a dover fare i conti con un mare di termini che, sebbene da una parte consentono di definire meglio i processi ed i materiali, talvolta possono generare un po’ di confusione.

Poiche’ la prima arma a nostra disposizione e’ rappresentata dalla conoscenza, cerchiamo in questa sede di approfondire un pochino questo argomento in modo da procedere a fare acquisti in modo piu’ consapevole e ponderato.

Vediamo quindi, sia pure in modo sintetico, alcuni di questi termini frequentemente usati:

  • BRILLANTEZZA Si tratta di un’impressione visiva che e’ il risultato della riflessione della luce incidente sulla superficie di un film di prodotto essiccato
  • COLORE. Potremmo definirlo come una impressione sensoriale, una sensazione visiva che viene percepita dal nostro occhio. La luce colpisce un oggetto e viene in parte assorbita, la parte non assorbita viene riflessa e viene percepita dai recettori cromatici all’interno dell’occhio, i quali trasmettono al cervello degli impulsi che vengono da questo interpretati. Si tratta di un’emissione che viene percepita in modo diverso da individuo a individuo e puo’ essere inoltre influenzata da diversi altri fattori come lo stato d’animo, il contesto, le condizioni ambientali etc.
  • COLORI. La maggior parte dei colori usati per dipingere derivano da prodotti minerali inorganici e da vegetali e vengono preparati artificialmente. Diversi pigmenti vengono ottenuti attraverso processi di sintesi, come per esempio avviene per il bianco di meudon, la terra di Siena, il bianco di barite, le ocre gialle e quelle rosse, il nero di spagna, l’azzurro rame, il giallo di napoli, etc. Mentre altri vengono ottenuti attraverso il trattamento di prodotti organici naturali come la curcuma, lo zafferano, il nero fumo, il bistro, il querciolo, il rocù, la robbia.
    • Rompere un colore – Con questa espressione si intende dire che si modifica leggermente ma bruscamente la tinta originaria, come si fa con mescolando una punta di rosso nel verde, cioe’ andiamo a rompere creando una tonalita’ leggermente differente.
  • DENSITA’. E’ la consistenza di una tinta. Rapporto di una quantità di peso in un’unita’ di volume.
  • EFFETTO. E’ il risultato finale che deriva dall’applicazione di tecniche, accostamenti, ornamenti o composizioni che producono, a lavoro ultimato, una serie di effetti desiderati dall’autore e che hanno denominazioni differenti a seconda del risultato ottenuto. Si possono cosi’ avere innumerevoli risultati estetici o visivi, che possono essere:
    • Effetto Fiori di Ghiaccio- Una volta essiccata la superficie mostra un disegno cristallino dovuto all’affioramento di cristalli per raggrinzimento.
    • effetto a Buccia d’Arancia- Il film sulla superficie ad essiccamento avvenuto si presenta granuloso come la buccia di un’arancia. E’ un effetto che si ottiene utilizzan do uno speciale rullo avente cavita’ a forma irregolare che producono questo tipo di effetto.
    • Effetto Dilavato- E’ un effetto ottenuto mediante una passata ‘dilavante’ a lavoro ultimato con pittura molto diluita. Il risultato e’ una tinta un po’ tenue e languida.
    • Effetto Floreale- Si tratta di una decorazione pittorica eseguita per arricchire determinati ambienti di un certo pregio, con foglie, festoni e frutta, in ghirlande o mazzi di fiori e spighe.
    • Effetto a Formelle- Decorazione molto in auge nel secolo scorso e in tutto il Rinascimento, costituito da decorazioni in gesso contornate da una sorta di cornice, a soffitto o a parete.
    • Effetto Logo o Fregio- Come il precedente ma con la riproduzione di un emblema o un fregio o il logo della casata.
    • Effetto Martellato o Bugnato- Effetto ottenuto mediante picchiettatura praticata prima dell’essiccatura definitiva.
    • Effetto Metallizzato- Si ottiene aggiungendo alla pittura pigmenti di alluminio o rame o altro metallo. Una sua variante si ottiene aggiungendo minuscole scaglie di metallo che affiorano sulla superficie.
    • Effetto Policromo- E’ un effetto che si ottiene applicando contemporaneamente pitture, non miscelabili tra loro, di diverso colore.
    • Effetto Raggrinzito o Screpolato- E’ un effetto anticato che si ottiene aggiungendo un prodotto astringente che in fase di essiccatura produce il ravvicinamento delle molecole di pittura.
    • Effetto Satinato. La superficie assume un aspetto opacizzato.
  • IDROPITTURA Si tratta di pittura in cui viene utilizzato come legante un prodotto che rende il componente diluibile in acqua.
  • IDROREPELLENTE. Si tratta di una pittura in cui viene aggiunto un additivo impermeabilizzante.
  • ISOLANTE. Si tratta di una mano di fondo che serve ad impedire la migrazione dei componenti dal supporto agli strati superiori e viceversa dando stabilita’ alla pittura.
  • LEGANTE. Componente atto a favorire la coesione dei vari prodotti.
  • MANO DI FINITURA. Si tratta di una sola passata su un supporto gia’ pitturato.
  • PANTONE. Si tratta di uno standard universalmente riconosciuto per identificare i vari colori.
  • PIGMENTO. E’ il componente che attribuisce la colorazione al veicolo. Puo’ essere di origine organica o inorganica ed ha la caratteristica di essere insolubile per poter avere effetto coprente.
  • PITTURA. Genericamente si definisce pittura l’apporto di colore su una superficie.
  • PRIMER. E’ il termine inglese ormai in uso per definire la prima mano o mano di fondo.
  • PLASTIFICANTE. E’ un prodotto utilizzato per attribuire alla pittura caratteristiche di elasticita’ ed impermeabilizzazione alla vernice.
  • RESINA. Termine col quale si indica la sostanza organica o sintetica, di elevato peso molecolare avente funzione filmogena.
    • Resina Acrilica- E’ un polimero acrilico o metacrilico che puo’ essere solubile in solvente o idrosolubile in acqua.
  • TINTA. Per tinta si intende sia il colore naturale delle varie sostanze coloranti, sia il colore ottenibile dalla loro combinazione. Nel gergo popolare viene comunemente usato questo termine per indicare la pittura ad acqua usata per dipingere le pareti interne delle case.
    • La gradazione di una tinta- Si ottiene andando ad aggiungere una piccola quantita’ di un colore diverso ad un dato colore, modificandolo leggermente e creando una sfumatura.
    • Tinte fredde e tinte calde – Per tinta fredda generalmente si definisce un colore leggermente piu’ spento, tendente cioe’ all’azzurro o al grigio. Per tinta calda invece si intende un colore piu’ acceso, orientato un po’ di piu’ verso rosso, arancione o giallo. Per dare un’idea, un verde che tende all’azzurro e’ una tinta fredda, mentre se tende al giallo e’ chiaramente una tinta calda.
    • Le mezzetinte- Un oggetto illuminato è costituito da parti chiare e scure . Fra le une e le altre noi abbiamo delle gradazioni di tinta e di tono : queste sono le mezzetinte .
    • Smorzare una tinta- Con questa espressione si intende rendere la tonalita’ di una tinta meno accesa mediante l’aggiunta di un colore neutro.
  • SMALTO. E’ un termine comunemente usato per distinguere una prodotto, normalmente a base oleosa e con lunghi tempi di asciugatura (oltre le 12 ore) da quella che in genere viene indicata come tinta.
  • SOLVENTE. Prodotto che viene aggiunto alla vernice per renderla piu’ o meno fluida
  • TINTEGGIATURA. Termine che indica l’aggiunta di tinta base a un prodotto bianco per ottenere il colore desiderato.
  • TONO. Con questo termine si intende l’intensità luminosa di un colore, cioe’ la sfumatura di un colore piu’ o meno scura o chiara.
    • Gradazione del Tono- Aggiungendo a qualsiasi pittura il bianco o il nero otteniamo delle gradazioni della tonalita di quel colore.
  • VALORE. Sinonimo di Tono. E’ la gradazione di una tinta.

Quando ci accingiamo ad acquistare i prodotti che ci occorrono per dipingere casa, al fine di seguire criteri idonei a salvaguardarci dagli effetti nocivi di determinate vernici, non serve a molto verificare sulla confezione il contenuto VOC, in quanto questo accorgimento in realta’ non ci porrebbe al riparo dai rischi perche’, come abbiamo detto, i criteri che hanno ispirato la normativa Epa sui Voc sono improntati all’effetto che i composti organici volatili hanno sull’inquinamento ambientale e non tengono conto della loro tossicita’ in ambito domestico.

Infatti queste vernici, pur essendo definite a zero Voc o comunque a basso contenuto Voc, potrebbero tuttavia contenere altri prodotti altamente tossici come la formaldeide (noto e pericoloso prodotto conservante ampiamente usato nell’industria alimentare e non) o eteri glicolici potenzialmente irritanti per le mucose.

colori sicuri per la casa

PRODOTTI SICURI PER LA CASA

Come possiamo tutelarci?

Nonostante quanto appena detto, nell’intento di evitare di convivere a contatto con prodotti nocivi, scegliamo comunque prodotti a basso contenuto VOC, ma soprattutto preferiamo vernici naturali, vernici all’acqua e in ultima analisi possiamo dire che, dato che i pigmenti determinano il colore, che i pigmenti contengono Voc, ne consegue che ad un maggior numero di pigmenti corrisponde un maggior quantitativo di Voc, pertanto nel limite del possibile preferiamo tinte non troppo forti che richiedendo meno colorante.

Per i piu’ virtuosi esistono poi i colori naturali.

Infine per i veri amanti dell’ambiente, che non vogliono proprio correre rischi, si apre un panorama inesplorato, quello dei colori fai da te a base di latte, olio di agrumi, olio di lino e cosi’ via. Ma di questo argomento interessante parleremo in un altro articolo.

 

Pavimenti In Resina, Rivestire Il Pavimento

Se avete deciso di rifare i pavimenti di casa e state valutando i vari sistemi, prodotti e materiali offerti sul mercato, potrebbe risultare interessante considerare anche i pavimenti in resina.

pavimenti in resina

Soprattutto se desiderate dare uniformita’ ai vari ambienti, per esempio un ambiente open-space cucina soggiorno oppune un loft o ancora uno studio, insomma molteplici sono i campi di applicazione delle resine.

Un altro aspetto che potrebbe attirare la nostra attenzione e’ rappresentato dal prezzo relativamente contenuto dei pavimenti in resina, che si va ad aggiungere al risparmio di tempo.

La resina offre il notevole vantaggio di poter essere applicata su qualsiasi preesistente pavimento, senza necessita’ di costosi e fastidiosi lavori di demolizione e relativo smaltimento dei detriti.

Un altro vantaggio non trascurabile e’ rappresentato dal fatto che, dato che lo strato di resina non supera mai i 5 mm., quasi sempre non si rende necessario tagliare le porte.

L’unico accorgimento consiste in un attento esame del fondo che deve essere assolutamente uniforme e perfettamente asciutto. Altrimenti sara’ necessario procedere al suo trattamento preventivo mediante la stesura di un letto elastico sul quale successivamente si fara’ colare la resina.

rivestire un pavimento

LA RESINA, PROPRIETA’ DELLE RESINE

La resina utilizzata per i pavimenti e’ un materiale sintetico ottenuto attraverso processi chimici e industriali che possiede proprieta’ idrorepellenti e adesive che ne fanno il prodotto ideale per ambienti nei quali si debba mantenere un elevato standard di pulizia come ospedali, asili, palestre ed uffici.

Possiamo suddividere le resine impiegate nell’edilizia in

  • resine monocomponenti si tratta di resine epossidiche, idrosolubili che opportunamente miscelate con colori atossici hanno caratteristiche analoghe alle normali idropitture e trovano applicazione nei lavori di tinteggiatura delle pareti, ma anche come guaine liquide per l’impermeabilizzazione.
  • resine composite sono quelle che vengono utilizzate per la realizzazione di pavimenti in resina.

pavimento in resina

VANTAGGI E SVANTAGGI DEI PAVIMENTI IN RESINA

Per avere una visione obiettiva, elenchiamo una serie di aspetti che ci aiuteranno a prendere la nostra decisione se applicare la resina al nostro pavimento o trovare un’altra soluzione.

VANTAGGI DEI PAVIMENTI IN RESINA

  • impermeabilita’ assoluta
  • uniformita’
  • resistenza all’usura e durata nel tempo
  • spessore minimo
  • non risente degli sbalzi di temperatura grazie alle doti di flessibilita’ della resina
  • unicita’, in quanto nessun pavimento sara’ mai uguale ad un altro
  • versatilita’. Puo’ essere colorato, lucido, riflettente oppure opaco, ruvido o liscio
  • igienico. E’ infatti il pavimento preferito negli ospedali e negli asili come valida alternativa al gres
  • sovrapponibile
  • rinnovabile. E’ possibile riportare rapidamente al pavimento originale

SVANTAGGI DEI PAVIMEN TI IN RESINA

  • pur essendo resistente all’usura e duraturo il pavimento in resina non e’ indistruttibile e non e’ particolarmente indicato nei casi in cui vi sia frequente passaggio di carichi pesanti
  • puo’ essere soggetto a graffi, abrasioni e segni di pressione come quelli esercitati dai piedi dei mobili.
  • data la notevole uniformita’ ogni segno o graffio risulta piuttosto evidente, specie su superfici molto lucide.
  • alcune zone della casa piu’ ‘trafficate’ possono essere soggette ad un piu’ marcato invecchiamento rispetto ad altre.
  • a causa della sottigliezza dello strato, eventuali crepe o sconnessioni del pavimento sottostante possono essere rilevabili sul pavimento di resina.
  • ingiallimento. Questo e’ probabilmente il maggiore inconveniente dei pavimenti resinosi ed il problema e’ direttamente proporzionale alla sua esposizione ai raggi UV, sebbene oggi siano disponibili prodotti ritardanti che possono alleviare questo inconveniente. E’ tuttavia preferibile, ove possibile, scegliere per il pavimento in resina colorazioni piu’ prossime al colore beige o giallo per minimizzare il processo ed evitare colori come il bianco dove esso e’ piu’ evidente.

Detto quanto sopra, bisogna aggiungere che il successo che stanno riscuotendo i pavimenti in resina e’ in buona parte ascrivibile alla possibilita’ dopo un certo numero di anni di rinnovare integralmente e con estrema facilita’ un ambiente trattato con resina senza dover sostenere lavori (e costi) notevoli per la rimozione del pavimento sottostante.

Quando si parla di realizzare un pavimento in resina ci si riferisce ad una ampia gamma di prodotti polimerici che permettono di replicare in modo sintetico le caratteristiche estetiche simili a quelle della pietra, della ceramica, del marmo o del vetro.

COME POSARE UN PAVIMENTO IN RESINA

Tecnicamente sarebbe piu’ corretto parlare di stendere una resina in quanto la posa del prodotto avviene con un rullo o con spatole che servono a spandere in modo uniforme la resina su tutta la superficie del pavimento.

Successivamente si dovre’ applicare una mano di sealer per conferire brillantezza e lucentezza.

applicazione resina pavimenti

Va precisato che con la resina potra’ coprire non solo la superficie del pavimento, ma anche rivestire accessori, zanche, cardini, zoccoletti ed eventualmente anche porte e stipiti, garantendo cosi’ l’immunita’ dal deterioramento. Aggiungiamo che per dare un tocco artistico, con la stessa resina del pavimento si possono ricoprire oggetti, vasi o cornici, per conferire un che di unico e originale.

Indicativamente i prezzi variano tra i 25 ed i 40 euro/mq per rivestimenti medi di 3-4 mm., ma evidentemente molto dipende dal tipo di materiale sottostante.

MANUTENZIONE DEI PAVIMENTI IN RESINA-CEMENTO

I pavimenti in resina non necessitano di particolare manutenzione. E’ soltanto consigliabile l’impiego di detersivi neutri per la normale pulizia, utilizzando un panno in microfibra.

Dopo una permanenza di 10-15 anni potrebbe essere necessario procedere alla rivitalizzazione del pavimento in resina mediante una carteggiatura leggera e la successiva applicazione di un prodotto protettivo per fargli riacquistare la lucentezza e la brillantezza originaria.

Anche l’impiego di una normale cera, specifica per pavimenti in resina, puo’ contribuire ad eliminare la normale porosita’ che potrebbe formarsi col tempo, proolungando cosi’ la durata del vostro pavimento in resina.

 

Da Vasca A Doccia, Trasformare Vasca In Box Doccia

Tra i lavori di ristrutturazione della casa che danno i migliori risultati, nel senso che consentono di cambiare radicalmente aspetto all’estetica ed alla funzionalita’ della casa, certamente ai primi posti possiamo mettere la ristrutturazione del bagno.

vasca da bagno

Va detto che la ristrutturazione del bagno e’ senza dubbio un intervento abbastanza radicale ed impegnativo, tuttavia se non vogliamo stravolgere la vita della famiglia con l’apertura di un vero e proprio cantiere, con pochi lavori di muratura possiamo apportare alcune modifiche alla nostra casa che possano rendere molto piu’ semplice e confortevole la vita agli occupanti.

Ci stiamo riferendo in particolare modo alle difficolta’ di accesso alla vasca da bagno da parte di persone con problemi di deambulazione come puo’ essere il caso di un disabile o di una persona anziana. Si tratta di un problema ben piu’ diffuso di quanto si possa credere e comune a molte famiglie dove spesso peraltro l’interessato per pudore non manifesta il suo disagio.

box doccia

Bene, una soluzione semplice, economica e funzionale e’, in questo caso, la sostituzione della vasca da bagno con una doccia. Operazione non eccessivamente impegnativa e che, con un po’ di buona volonta’ puo’ essere eseguita da noi stessi.

Come sempre sottolineiamo l’opportunita’, se non si e’ sicuri di saperlo fare, di ricorrere a personale specializzato, a partire dall’idraulico al muratore al piastrellista e all’elettricista. Professionisti che potranno eseguire un lavoro a regola d’arte. Esistono inoltre sul mercato molte imprese che sono in grado di offrire un servizio completo di installazione di box doccia previa demolizione della preesistente vasca e smaltimento dei relativi detriti.

Ovviamente pero’ noi ci rivolgiamo principalmente a chi ama il fai da te e trae soddisfazione dall’eseguire in proprio lavori per la casa ed il giardino conseguendo sovente anche un non indifferente risparmio economico.

Torniamo quindi a noi: spesso ci troviamo nella necessita’ di limitare al massimo il tempo di inagibilita’ del bagno, soprattutto se l’appartamento non ha un secondo servizio quindi la velocita’ con cui eseguiremo il lavoro e’ fondamentale.

Sul mercato esistono molti kit di montaggio di cabine doccia gia’ predisposte per essere installate rapidamente e, in alcuni di essi, non e’ necessario rifare la piastrellatura che viene rimpiazzata da pannelli di formica. In altro post abbiamo trattato l’argomento del montaggio box doccia

COME PROCEDERE PER SOSTITUIRE LA VASCA CON UN BOX DOCCIA

Sinteticamente elenchiamo step-by-step i vari passaggi:

  • Demolizione della vecchia vasca ed eliminazione detriti.
    • Si inizia lavorando con scalpello e martello per far ‘saltare’ le piastrelle che rivestono la parete o le pareti della vasca.
    • Si demolisce la parete di mattoncini che sostiene la vasca
    • si estrae la vasca
  • Installazione nuovo piatto doccia antiscivolo.
    • si posiziona correttamente il sifone dello scarico dell’acqua, eventualmente raccordandolo per arrivare al foro di scarico del piatto doccia. Si fissa la tubazione di scarico utilizzando una bomboletta di schiuma di poliuretano.
    • si predispongono dei punti di appoggio usando sabbia e cemento ed una livella.
    • collegamento idraulico allo scarico
    • si posa il piatto doccia antiscivolo
  • Adattamento rivestimento piastrelle.
    • si dovra’ completare il rivestimento delle piastrelle nella parte mancante che prima era coperta dalla parete della vasca. Nel caso che non si abbia una scorta delle piastrelle usate, di puo’ ricorrere a un effetto di contrasto usando piastrelle bianche o di un colore abbinabile.
  • Collegamento nuovo braccio doccia. Esistono sul mercato infiniti modelli di bracci doccia con vari design e di ogni prezzo. Normalmente si possono installare con tasselli ad espansione.
    • Installazione eventuali nuovi accessori. Se non e’ possibile utilizzare il portasapone preesistente, si potra’ sempre montare un accessorio nuovo applicabile a tassello oppure applicato sul pannello del box doccia.
  • Installazione box doccia. Su questo punto dobbiamo dire che la scelta e’ quanto mai ampia. Si va dal pannello di cristallo a quello di plastica in policarbonato con vetro trasparente o smerigliato.

sostituire vasca

SCEGLIERE IL BOX DOCCIA FAI DA TE

Il lavoro di installazione di un box doccia in sostituzione della vasca, normalmente non costituisce un grosso problema ed e’ spesso eseguibile da chi abbia una minima conoscenza dei lavori manuali. Tuttavia ci sentiamo in dovere di sottolineare che il vantaggio economico (non indifferente) che si puo’ conseguire deve essere ben soppesato tenendo presente che eventuali imprevisti potrebbero comprometterlo pesantemente o, addirittura, rendere il tutto ancora piu’ oneroso.

Infatti ci sono alcuni fattori, diciamo di rischio, che vanno tenuti presente, come per esempio la vetusta’ dello stabile e di conseguenza delle tubazioni. L’intervento, magari in profondita’, di un idraulico potrebbe rivelarsi particolarmente dispendioso. Le tubazioni di ferro zincato o, peggio ancora, di piombo delle antiche costruzioni dei nostri centri storici, sono spesso ben funzionanti finche’ non vengono toccate, ma la loro sostituzione parziale e’ talvolta impossibile e si rende necessaria la sostituzione di una gran parte dell’impianto idraulico.

piatto doccia

Con questo non stiamo suggerendo di affidarvi, per sostituire la vasca con un box doccia, alla miriade di aziende che offrono soluzioni abbastanza economiche e rapide ma che, a nostro avviso, per essere competitive in genere non possono impiegare materiali troppo pregiati.

Quindi anche in questo caso, cioe’ la sostituzione della vasca da bagno con un box doccia, il nostro consiglio e’ sempre e solo quello di valutare attentamente i vari aspetti e decidere di conseguenza.

D’altra parte una seria azienda e’ anche in grado di rilasciare un certificato di smaltimento macerie, un certificato di conformita’ dell’impianto che differentemente non potreste avere.

 

Pannelli D’Arredo, Realizzare Pannelli Artistici

Oggi tratteremo un argomento a meta’ tra bricolage e arte, dove manualita’ e fantasia o estro vanno a braccetto e si fondono per creare qualcosa che sia espressione della propria personalita’, perche’ il vero amante del fai-da-te non e’ solo chi sa appendere un quadro alla parete, ma e’ una persona che usa le mani ed il cervello in modo armonico.

pannelli decorativi

Una delle prerogative piu’ apprezzate nell’arredamento di una casa e’ spesso la sua unicita’, la sua irripetibilita’ che sostanzialmente attesta il carattere dei suoi abitanti, conferendole quell’atmosfera che tutti noi vorremmo trovare alla sera tornando a casa dal lavoro.

Mobili costruiti da maestri artigiani, pavimenti in materiali ricercati, stucchi veneziani alle pareti, sono tutti aspetti di una ricerca di eccellenza, il tentativo di dare alla propria casa quel tratto di unicita’ che la fanno sentire vostra.

Ovviamente quelle appena citate sono caratteristiche precipue di abitazioni di pregio che tra i loro pregi non hanno certamente quello di essere economiche. Esistono pero’ anche altri elementi architettonici o anche semplici accorgimenti e lavori che si possono anche fare da se’ che, pur conferendo quel carattere di personalizzazione, non richiedono grossi sacrifici in termini di spesa.

Tra questi elementi possiamo annoverare i controsoffitti, le gole luminose, i pavimenti laminati e … i pannelli decorativi, pannelli d’arredo chiamati anche pannelli artistici.

I pannelli decorativi sono, in parole povere, dei grandi quadri realizzati su tavole di truciolare o mdf (medium density fibreboard) o tele o altro materiale, talvolta anche semitrasparente, che possono essere dipinti o lavorati con tecniche varie come il decoupage.

craquele pannelli

MATERIALE OCCORRENTE PER REALIZZARE UN PANNELLO DECORATIVO

Per realizzare un pannello decorativo o, come spesso viene chiamato, un pannello d’arredo, occorre procurarsi

  • un pannello del materiale che si preferisce e, a questo proposito, a titolo esemplificativo ne elenchiamo alcuni qui di seguito. Va detto che la scelta, pur essendo una questione di gusti, deve tuttavia tenere conto delle dimensioni del pannello che vogliamo realizzare, della stanza in cui sara’ esposto, del tipo di appartamento, della tecnica che useremo, etc. I pannelli possono essere di vario tipo:
    • pannello di mdf
    • pannello di legno
    • pannello di plastica
    • pannello di cartongesso
    • pannello di tela
  • colori a tempera o acrilici, colla vinilica
  • pennelli
  • fissativo

Per realizzare un pannello decorativo non occorre essere necessariamente abili come Raffaello o Rembrandt, infatti vi sono varie tecniche che possono venirci incontro e che ci permetteranno di creare qualcosa di personalizzato ed esteticamente piacevole.

Stiamo parlando di varie tecniche, dal decoupage (tecnica decorativa che consiste, come dice il nome, nel ritagliare e integrare le figure in un contesto artistico), il craquele’ e lo stencil (entrambe tecniche derivanti dal decoupage e che consistono nel fare in modo che un disegno o un dipinto abbia un aspetto ‘datato’ nel primo caso, mentre per lo stencil si ricorre a figurine che vengono applicate su una superficie che poi viene dipinta. Una volta rimosse le figurine rimane una parte di superficie non trattata, una specie di decoupage al contrario).

Poi esistono le bombolette spray a colori acrilici che facilitano ulteriormente il lavoro sia nel primo che nel secondo caso e possono essere anche uno strumento per dipingere quadri e forme astratte, molto ad effetto.

pannelli artistici

PROCEDIMENTO PER REALIZZARE UN PANNELLO DECORATIVO

Occorre preparare la superficie del pannello, che andra’ trattata, se di legno con una leggera carteggiata con carta abrasiva sottilissima e poi passta con una mano di tempera bianca molto diluita. Anche se il pannello e’ di tela o altro materiale, e’ pur sempre opportuno passare una mano di tempera molto diluita per creare una base piu’ facilmente lavorabile.

Riguardo al soggetto nella scelta occorre tenere presente l’ambientazione, il contesto dove collocherete il pannello. Alcuni pannelli d’arredo sono piu’ indicati per una camera da letto, altri sono piu’ adatti per un soggiorno od un salotto.

E’ anche possibile realizzare una composizione di tre o piu’ pannelli decorativi affiancati, anche di forme e dimensioni diverse. In genere, in questo caso, si mette il pannello piu’ grande in mezzo e gli altri ai lati, …ma la fantasia non ha limiti!

A costo di essere noiosi, vogliamo ribadire che molto importante e’ la scelta sia delle forme che dei colori del nostgro pannello decorativo in relazione all’ambiente dove intendiamo collocarlo.

Per l’esecuzione, se non siete provetti pittori, si possono utilizzare i colori a tempera, che sono i piu’ semplici da adoperare.

Se il soggetto a cui avete pensato e’ definito, potete tracciare uno schizzo con una matita morbida usando un tratto leggero e poi riempire il disegno con le tempere.

Non stiamo qui a dare indicazioni sulle tecniche pittoriche che potete usare in quanto non c’e’ che l’imbarazzo della scelta da tanta e’ la varieta’ a disposizione, sia in termini di materiali, dalle citate tempere, ai colori acrilici, ai piu’ impegnativi colori ad olio, ma anche pastelli a cera, acquerelli, o anche composizioni miste gesso-legno-materiali vari. Insomma e’ solo una questione di fantasia.

A lavoro ultimato, normalmente sarebbe preferibile passare una mano di fissativo sul pannello (esistono anche specifici prodotti spray, molto pratici, convenienti e studiati apposta per i vari materiali), al fine di mantenere la vostra opera d’arte integra nel tempo e anche per evitare che fiocchi di tempera o altro svolazzino per la casa con disappunto della padrona di casa.

Un ultimo cenno va fatto al metodo di fissaggio al muro dei pannelli d’arredo.

Infatti in questo articolo non abbiamo inteso parlare di come realizzare un quadro, bensi’ come realizzare un pannello decorativo o pannello d’arredo, come viene chiamato comunemente un pannello che non e’ solo bidimensionale, ma che acquista una terza dimensione essendo scostato dalla parete, distanziato da essa di 1o-15 cm. mediante zanche o listelli posti perpendicolarmente tra pannello e parete. Ovviamente il tipo di supporto e’ direttamente proporzionale alle dimensioni ed al peso del pannello e in genere viene fissato al muro mediante tasselli ad espansione.

pannelli retroilluminati

A seconda del materiale con cui e’ fatto il pannello e della collocazione (alle spalle di un divano in soggiorno, sopra la testiera del letto, in un corridoio o in uno studio, si potrebbe pensare a retroilluminarlo con delle semplici lampadine, e anche qui la scelta e’ ampia, possono essere

  1. lampade fluorescenti
  2. lampade a led
  3. lampade al neon
  4. lampadine a basso voltaggio

che poste dietro al pannello decorativo produrranno una luce soffusa che creera’ un effetto strabiliante arrivando a scolpire l’ambiente esaltando le forme architettoniche e creando un’atmosfera unica e particolare.

 

Come Pulire I Filtri Del Condizionatore, Pulizia Condizionatore

Poter godere di un ambiente climatizzato quando la calura esterna imperversa e’ sicuramente una cosa piacevole e, diciamo, anche un po’ necessaria soprattutto se in casa abbiamo bambini o anziani. Quindi ben venga l’uso del condizionatore, a condizione che venga regolato adeguatamente. Sarebbe preferibile evitare grosse escursioni tra la temperatura climatizzata della casa e la temperatura esterna, diciamo che non si dovrebbero superare i 3-5 gradi. Ma di questo argomento abbiamo gia’ trattato diffusamente in altri articoli (cfr. scegliere il condizionatore)

pulizia filtri condizionatore

Abbiamo anche ripetuto molte volte che e’ importantissima la pulizia dei filtri dei condizionatori in quanto in essi si possono annidare pericolosi ceppi di batteri nocivi per la salute e che possono anche provocare serie malattie. Sebbene le norme prevedano, almeno per i condizionatori installati in luoghi pubblici, una periodica pulizia e la sostituzione dei filtri, noi suggeriamo almeno di effettuare una profonda e accurata pulizia del condizionatore a inizio stagione, una pulizia di manutenzione a meta’ del periodo di utilizzo ed infine una pulizia dei filtri prima di chiudere l’impianto per la stagione fredda (salvo che l’impianto non venga utilizzato anche come riscaldamento con pompa di calore).

Un’adeguata e minuziosa pulizia del condizionatore non richiede necessariamente la presenza di tecnici specializzati, salvo che non si siano riscontrate anomalie nel funzionamento. Infatti si tratta di un’operazione piuttosto semplice che puo’ essere svolta da chiunque senza bisogno di specifiche competenze.

condizionatore e confort

Prima di procedere alla pulizia dei filtri dei condizionatori occorre ovviamente togliere la corrente elettrica per evitare ogni tipo di rischio.

Le varie operazioni possono variare in base al modello, ma sostanzialmente si possono riassumere come di seguito indicato.

La pulizia del condizionatore consiste:

  • nel lavaggio dei filtri degli split, cioe’ dei terminali interni e
  • nella pulizia accurata della ventola della base, generalmente costituita da un’unita’ posta all’esterno a terra o fissata su una parete esterna della casa con delle zanche murate.

Lo split puo’ essere a parete o a soffitto, nel caso di uno split a parete si deve aprire la cover di plastica. Per farlo basta osservare attentamente come e’ fatta per capire come fare per rimuoverla per raggiungere il filtro o i filtri (in genere i filtri sono due, uno per la polvere e l’altro per gli odori). Una volta tolta la cover si potra’ agevolmente rimuovere i filtri per pulirli accuratamente.

Se invece e’ un condizionatore incassato nel soffitto, la griglia può essere svitata o estratta con una leggera pressione del cacciavite, infatti se mancano le viti significa che è fissata ad incastro.

Una vola che avrete aperto lo sportello o tolto la griglia, saranno ben visibili i due filtri, il primo antipolvere e’ una sorta di rete che cattura la polvere, il secondo e’ un vero e proprio filtro a carbone attivo. Per effettuare la pulizia dei filtri del condizionatore, come detto sopra, dobbiamo estrarli. Per farlo provate a farli scorrere o a tirarli delicatamente fino a sganciarli. Entrambi i filtri possono essere facilmente puliti lasciandoli immersi, dopo averli ben insaponati, in una bacinella d’acqua tiepida con un detergente neutro e, dopo una rapida sciacquatura sotto il getto del rubinetto, possono essere messi ad asciugare (non al sole) oppure asciugati con un phon.

Dopo queste operazioni, si procede ad una pulizia della struttura sia dello split che dell’unita’ esterna utilizzando un prodotto detergente da spruzzare per sciogliere lo sporco accumulato e poi risciacquare accuratamente e asciugare con un phon.

Infine a completamento dell’opera di pulizia del condizionatore sarebbe preferibile nebulizzare su tutto l’apparecchio (split e unita’ esterna) un prodotto spray igienizzante facilmente acquistabile nei negozi di fai da te o di elettrodomestici.

pulizia condizionatore

Ora non resta che rimontare i filtri ed i pannelli e far funzionare l’apparecchio a finestre aperte per una mezz’ora per smaltire ogni eventuale residuo di detergenti nebulizzato nell’aria.

 

Scegliere Il Condizionatore, Come Calcolare La Potenza BTU

Con l’avvicinarsi della stagione calda si comincia a pensare a come arginare il problema del caldo e rendere piu’ confortevole e vivibile la nostra casa anche durante la calura estiva. Pertanto, per chi non vive in uno chalet di montagna, l’alternativa e’ quella di disporre di un efficiente impianto di condizionamento.

scegliere il condizionatore

Premettiamo che vivere in un ambiente climatizzato, oltre al confort, rappresenta un vantaggio anche per la nostra salute, soprattutto se in famiglia abbiamo bambini o anziani. Tuttavia cio’ e’ comunque subordinato ad un corretto impiego oltre che ad una oculata e accurata valutazione al momento di scegliere il condizionatore.

Abbiamo gia’ trattato diffusamente questo argomento nei suoi vari aspetti che riguardano il condizionatore, dai vari tipi di condizionatori esistenti in commercio ai suggerimenti da tenere presenti nella scelta del condizionatore.

scelta condizionatore

A quest’ultimo proposito oggi vogliamo fare alcune precisazioni relative alla potenza del condizionatore. Infatti l’efficacia di un condizionatore e’ strettamente correlata alla sua idoneita’ per caratteristiche e potenza alle dimensioni ed alla tipologia dell’ambiente che vogliamo climatizzare.

Prima di acquistare e installare un condizionatore e’ infatti opportuno raccogliere tutte le informazioni sulle caratteristiche che deve avere in relazione alle nostre esigenze, sia per evitare di spendere piu’ del necessario, sia per evitare di avere un apparecchio di potenza insufficiente che quindi lavorera’ sempre al massimo e sotto sforzo con grandi consumi gravando inutilmente sul contenimento del consumo energetico, argomento al quale siamo tutti molto sensibili sia per il rispetto dell’ambiente che per la tutela delle nostre tasche.

scegliere condizionatore

COME CALCOLARE LA POTENZA BTU

Come calcolare la potenza BTU necessaria per climatizzare adeguatamente il nostro ambiente?

Forniamo qui di seguito alcuni suggerimenti che possono aiutare a calcolare la potenza BTU con alcuni step da seguire per determinare la potenza adatta e quindi scegliere il modello piu’ adatto.

  1. dobbiamo calcolare accuratamente le dimensioni delle stanze per ottenere l’area. Anche questo argomento e’ stato gia’ trattato (come misurare un appartamento), ma comunque si tratta solo di trovare l’area di ogni stanza, cosa facile se sono stanze regolari, meno semplice ma fattibile se hanno forme diverse (si trattera’ infatti di suddividerle in figure geometriche regolari e poi calcolare le singole aree e sommarle).Tenendo presente che per ogni metro quadrato sono necessari 350 BTU, il calcolo sara’ presto fatto moltiplicando i mq per 350.
  2. calcoliamo l’area delle finestre (base x altezza) e quindi procediamo a deteminare quanti BTU occorrono, nel seguente modo
    1. moltiplicando per 900 se la finestra e’ esposta a sud (in quanto le finestre rivolte a sud ricevono piu’ irradiamento dal sole)
    2. moltiplicando per 170 se sono finestre esposte a Nord.
  3. prendiamo nota del numero di persone che abitualmente vivono nella casa. Infatti dovremo calcolare 400 BTU per ogni persona
  4. prendiamo nota di quante fonti di calore derivanti da elettrodomestici sono presenti nella casa e calcoliamo 3,15 BTU per ogni watt di potenza massima (anche se la potenza massima non viene mai raggiunta contemporaneamente e’ pur sempre preferibile avere un condizionatore capace di supportarla con un certo margine). Omettiamo in questo step di tenere conto delle lampadine ad incandescenza in quanto ormai non sono quasi piu’ utilizzate, mentre nel caso vi siano lampade alogene, dobbiamo tenere conto di 4,25 BTU per watt.

calcolare btu

a questo punto non resta che sommare tutti i BTU e ottenere cosi’ la potenza necessaria per climatizzare la nostra casa, espressa in BTU.

 

Costruire Una Tettoia, Costruzione di Un Patio

Ci sono alcuni lavori che pur non essendo particolarmente complessi possono contribuire a dare alla vostra casa un aspetto molto piu’ piacevole e soprattutto la rendono piu’ confortevole.

Questo vale per lavori interni, ma anche per alcune migliorie che si possono apportare al giardino per creare zone relax o aree barbecue.

In altri articoli abbiamo trattato alcuni di essi, come per esempio la creazione all’interno dell’appartamento di palchi, soppalchi o pareti in cartongesso o gole luminose, oppure all’esterno la costruzione di un gazebo o di una tettoia di legno o un barbecue.

Oggi ritorniamo su un argomento che sta riscuotendo un certo interesse tra i nostri lettori, la costruzione di una tettoia.

costruzione di un patio

UNA TETTOIA IN GIARDINO

La creazione di una tettoia adiacente alla casa e’ un modo semplice e non troppo dispendioso per aumentare lo spazio abitabile della nostra abitazione, aggiungendo qualche metro quadrato di spazio da destinare ad attivita’ conviviali, di intrattenimento o anche di semplice e puro relax per noi e per la nostra famiglia.

Non occorre essere laureati in ingegneria ne’ essere capomastro di un’impresa di costruzioni per progettare e realizzare il nostro patio creando una tettoia che si appoggi ad uno dei muri esterni della casa. Naturalmente non stiamo parlando di grandi e impegnativi lavori per i quali occorrerebbe avere precise cognizioni tecniche e personale qualificato per realizzarli. Per quanto ci riguarda e’ sufficiente usare il classico vecchio buon senso e avere qualche nozione base per i lavori di muratura.

costruire una tettoia

COME COSTRUIRE UNA TETTOIA

Potremmo dire che le tettoie si dividono in due categorie

  • tettoie addossate alla casa
  • tettoie singole

a loro volta possono essere divise in base al materiale con cui sono costruite

  • tettoie in legno
  • tettoie con telaio metallico

Dobbiamo quindi prima di tutto decidere come vogliamo realizzare la nostra tettoia.

In questo articolo tratteremo la costruzione di una tettoia addossata alla casa, con telaio metallico avente le seguenti dimensioni 4 m. x 4 m. con altezza max 4 m. e minima 3 m.

Cominciamo col vedere quali sono i materiali e gli attrezzi che ci occorreranno:

  • Pala
  • Piccone
  • Secchio
  • Martello
  • Chiodi
  • Trapano a percussione
  • Assi di legno per cassaforma
  • Cemento, ghiaia, sabbia
  • 2 Pali di ferro zincato scatolato a sezione quadrata con lato di 60 mm.
  • Traverse
    • a) n.1 traversa da m.5 di scatolato metallico da 90 mm x 3 mm (da saldare sui pali parallela al lato casa)
    • b) n.2 da m.5 di scatolato metallico da 90 mm x 3 mm (da posare perpendicolari al lato casa)
    • c) n.5 Traverse da m.5 di scatolato metallico da 90 mm x 3 mm (da posare parallele al lato casa)
  • Traversini: n.6 traversini di scatolato metallico da 40 mm x 20 mm (da posare perpendicolari al lato casa, distanziati di 80 cm uno dall’altro).
  • tondino di ferro zincato
  • una rete zincata da 3 mm.
  • viti e bulloni
  • Saldatrice
  • mattoni in calcerstruzzo vibrato 15cm x 25cm x 50cm.
  • Tegole di cemento compresso

tettoia

PROCEDIMENTO PER LA C OSTRUZIONE DI UNA TETTOIA

Normalmente nella costruzione di una tettoia si inizia col preparare la base. Se vogliamo isolare il basamento dal terreno, potremo tenerlo sopraelevato di una quarantina di cm. dal livello del terreno, e ora si comincia con i lavori:

  1. Facciamo uno scavo largo 30 cm e profondo 30 cm. ca. lungo tutto il perimetro dei tre lati non adiacenti alla casa.
  2. Posizioniamo i due pali metallici dentro allo scavo, dopo aver saldato alla sua base 4 bacchette di tondino lunghe ca. 30 cm. che serviranno ad ancorare il palo nel cemento.
  3. Quindi fissiamo bene i pali controllandone bene la verticalita’ col filo a piombo e versiamo una colata di calcestruzzo nello scavo fino a livello del terreno.
  4. A questo punto prima che il calcestruzzo asciughi posizioniamo la prima fila di blocchi di cemento per iniziare il muretto. Riempiamo i fori dei mattoni con calcestruzzo (piuttosto liquido) e continuiamo la costruzione del muretto sui tre lati per formare il contenitore che una volta riempito di ghiaione e terra ben compattata, sara’ la base per fare la gettata per il pavimento del nostro patio. Una volta compattata la terra, si fara’ una prima gettata di 4-5 cm e dopo pochi minuti di consolidamento vi si appoggera’ la rete zincata che successivamente deve essere annegata in altri 5-10 cm di calcestruzzo. Dopo un’ora circa si deve lavorare col frattazzo e la staggia per rendere perfettamente uniforme e orizzontale la suferficie per essere pronta per la posa delle piastrelle o di altra pavimentazione.

Per quanto riguarda il tetto dobbiamo

  1. posizionare la traversa (sub a) sopra ai due pali, saldandola nell’incastro a L che avremo ricavato in precedenza sui pali stessi. La traversa sporgera’ di ca. 50 cm. per parte rispetto al basamento.
  2. Sopra questa traversa posizioneremo perpendicolarmente le altre due traverse, saldando i vari punti di contatto. Anche queste due traverse sporgeranno per circa 50 cm dal basamento.Sul lato casa, per fissarle al muro potremo utilizzare le apposite zanche metalliche che, una volta saggiata la solidita’ del muro, potremo fissare con tasselli al muro e, una volta alloggiate le traverse nell’incavo della zanca, potremo avvitarle alla stessa usando viti autofilettanti. Se non abbiamo le apposite zanche, un’alternativa e’ comunque sempre rappresentata dalla possibilita’ di saldare sulle traverse una placca metallica da fissare al muro con i tasselli.
  3. sopra le due traverse, posizioneremo perpendicolarmente ad esse (e parallelamente al lato casa) le altre cinque traverse, saldandole nei punti di contatto.

Ovviamente tutte le traverse e traversine vanno sempre posizionate con il lato piu’ lungo posto verticalmente per conferire maggiore resistenza.

A questo punto avremo ottenuto un solidissimo telaio metallico che potra’ agevolmente sostenere un tetto di tegole.

Per la pavimentazione non abbiamo che l’imbarazzo della scelta. Dipendera’ molto dal contesto ambientale in cui si trova la casa, dallo suo stile, ma soprattutto dal nostro gusto personale.

Qui si va dal pavimento in assettoni molto indicato per una casa di montagna o di campagna, ad un bel pavimento in cotto oppure in sandwatch o anche in semplice cemento trattato. Per questi argomenti rimandiamo ai vari post specifici.

pavimento patio

Anche la copertura e’ solo una questione di gusti, di scelta e di contesto ambientale per essere in sintonia sia con l’ambiente circostante che con eventuali altre costruzioni della zona. Si puo’ pensare a semplice ondulato di materiale plastico o cementite per arrivare alle tegole vere e proprie. Diciamo pero’ che la scelta del tipo di copertura e’ un qualche cosa che va fatto prima di costruire la struttura perche’ il posizionamento delle traversine va modificato se scegliamo determinate tipi di tegole che richiedono punti di appoggio specifici. Stesso discorso vale per le tegole bituminose, per le quali sarebbe preferibile avere un tavolato si perline da tetto su cui inchiodare le canadesi.

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