Manutenzione Della Casa: Problemi Col Gelo

13 ottobre 2012 - CASA

Il freddo costituisce una caratteristica climatica delle nostre latitudini e comporta alcuni accorgimenti e l’adozione di specifiche tecniche costruttive per prevenire ed arginare le problematiche che sono connesse all’usura, al deperimento e talvolta al decadimento delle strutture e dei materiali impiegati in situazioni e in contesti ambientali soggetti a gelate.

In aggiunta a quanto detto, bisogna sottolineare l’importanza della manutenzione della casa in relazione ai problemi col gelo. L’utilita’ di verificare periodicamente che le difese poste in atto siano ancora efficaci, e’ un valore che si manifesta solo in presenza delle eventuali nefaste conseguenze derivanti dal mancato rispetto delle norme di comportamento e talvolta delle disposizioni di legge che regolano la materia.

Naturalmente gli effetti del freddo sono variegati a seconda della posizione geografica, dell’intensita’ e durata delle basse temperature e della tipologia e natura stessa dell’immobile.

manutenzione casa

LA CASA IN CITTA’: PROBLEMI COL FREDDO

Quando si avvicina la stagione invernale, in previsione dell’arrivo del maltempo, pioggia, vento e prolungati periodi con temperature sottozero, per prevenire i problemi del gelo si devono porre in atto accorgimenti tali per cui si possa

  • creare un livello di comfort accettabile per gli abitanti dell’immobile
  • creare delle barriere o delle difese per arginare i danni alle opere murarie, agli impianti ed ai tetti.

Il fatto di avere un appartamento in un condominio in citta’, gia’ di per se’ attenua gli effetti del freddo creando una sorta di protezione e di schermo che ripara le abitazioni limitando la necessita’ di interventi piu’ impegnativi, come invece avviene per chi abita in case isolate, in campagna o, ancor piu’, in montagna.

In altra sede abbiamo trattato in modo diffuso l’argomento della coibentazione della casa, creazione di cappotti termici e controsoffittature e sistemi di isolamento vari.

Poi esistono tutta una serie di accorgimenti per fare in modo che le opere e gli interventi effettuati sulle strutture domestiche risultino ancor piu’ efficaci per arginare e contrastare i problemi legati al gelo.

Si tratta di piccole cose, alla portata di tutti, ma che talvolta risultano determinanti per ottenere un consistente risparmio energetico da una parte e per evitare danni che altrimenti potrebbero compromettere il livello di confort e la salubrita’ delle strutture.

- La coibentazione della casa, in particolare delle condutture dell’impianto idraulico e di quello termico, la manutenzione sistematica della caldaia (come noto per legge si e’ tenuti a far effettuare la revisione biennale da un tecnico autorizzato che deve rilasciare un’apposita certificazione) che, a seconda dell’eta’ dell’impianto e delle condizioni dello stesso, puo’ essere consigliabile effettuare con cadenza annuale, per esempio all’atto dell’accensione dei riscaldamenti all’inizio dell’autunno.

problemi col gelo

- In caso di brevi assenze e’ consigliabile lasciare l’impianto di riscaldamento acceso, magari al minimo e facendo in modo che il circolo d’acqua non si interrompa (a questo proposito molti tecnici sono soliti suggerire di posizionare il termostato in modo che la richiesta di calore sia sempre in atto e quindi il circolo non si interrompa. Per esempio ponendo il termostato su funzionamento manuale, con temperatura ambiente elevata e contemporaneamente impostando la temperatura dei radiatori al minimo).

Qualcuno potrebbe obiettare che questo e’ un comportamento che va contro i concetti di risparmio energetico e contenimento dei costi energetici. Questo non e’ esatto, infatti appare ovvio che un risparmio e’ effettivo se in contropartita non e’ necessario spendere di piu’ di quanto si e’ risparmiato. Pertanto evitare rotture di tubazioni, penetrazioni di acqua ghiaccio e aria fredda (senza contare gli eventuali effetti negativi sulla salute) costituisce un atteggiamento rispettoso dell’ambiente e… del nostro portafoglio.

LA CASA IN CAMPAGNA O IN MONTAGNA: COME FRONTEGGIARE IL FREDDO

Chi possiede una ’seconda casa’ in montagna sa benissimo che per i lunghi periodi invernali durante i quali la casa resta disabitata, tra le attivita’ che richiedono maggiore attenzione c’e’ quella della chiusura dell’acqua per evitare che il gelo determini la rottura delle tubazioni con la necessita’ di grandi lavori di riparazione per ripristinare l’efficienza degli impianti, senza contare, ovviamente, i costi non indifferenti ai quali si andrebbe incontro.

Quanto sopra e’ ancor piu’ vero se l’abitazione in questione non e’ un appartamento in qualche localita’ montana (anche questi soggetti al problema del gelo), bensi’ una casa isolata (villa, villetta o chalet).

LA CHIUSURA DELL’ACQUA

Con il freddo l’impianto idraulico e’ sicuramente a rischio e ferma restando la necessita’ di provvedere alla chiusura dell’impianto sanitario (l’acqua di servizio della casa), per quanto riguarda l’impianto di riscaldamento si puo’ procedere in due modi:

  • svuotamento totale dell’impianto (lasciando, come detto, i rubinetti a valle aperti)
  • sostituzione dell’acqua contenuta nell’impianto con liquido antigelo

COME SVUOTARE L’IMPIANTO IDRAULICO

Per la chiusura dell’acqua occorre sempre procedere chiudendo l’ingresso a monte per poi svuotare tutto l’impianto, lasciando poi gli altri rubinetti della casa rigorosamente aperti per evitare accidentali ristagni d’acqua e quindi problemi col gelo (per il relativo rischio di gelata e di conseguente potenziale rottura delle tubazioni).

Per poter far cio’ e’ necessario aprire una valvola di sfiato che dovrebbe essere prossima al rubinetto di ingresso (questo si rende necessario per rompere il vuoto che altrimenti impedirebbe all’acqua di uscire dall’impianto), in assenza della citata valvola occorrerebbe aspirare l’acqua da uno dei rubinetti di fine impianto, previa chiusura degli altri.

COME PREDISPORRE LA LAVATRICE PER L’INVERNO

E’ difficile dare delle valide e utili indicazioni su questo tema senza correre il rischio di ricadere nell’enunciazione di suggerimenti apparentemente tanto banali che potrebbero indisporre chi legge.

E’ pur vero che se chiedete ad un tecnico informatico vi confermera’ che non sono pochi gli interventi a cui viene chiamato per i quali la sua opera si limita a rilevare che non era stata inserita la spina nella presa della corrente!

Percio’ diciamo che qualora non si preveda di utilizzare la lavatrice per lunghi periodi, soprattutto in montagna per predisporla per l’inverno occorre chiudere il rubinetto di carico dell’acqua, staccare poi il tubo di gomma e distenderlo verso il basso per svuotarlo dell’acqua che ristagna, poi si fara’ la stessa cosa col tubo di scarico che per la sua sagomatura forma una curva a U che funge la sifone per evitare la diffusione di miasmi provenienti dall’impianto fognario.

Stessa cosa per il filtro, normalmente posizionato in basso sul frontale dell’elettrodomestico. Bisogna rimuovere il tappo di chiusura per far fuoriuscire l’acqua (1 o 2 bicchieri ca.) in esso contenuta.

A questo punto potremmo aver finito ed invece c’e’ ancora qualcosa che non tutti sanno e che va controllata: l’elettrovalvola di carico.

elettrovalvola lavatrice

COSA E’ L’ELETTROVALVOLA DI UNA LAVATRICE

L’elettrovalvola di una lavatrice e’ in pratica un rubinetto che serve a regolare il flusso d’acqua che viene prelevato dall’impianto e riversato nella lavatrice. In sostanza si tratta di un rubinetto comandato elettronicamente (da cui il termine di elettrovalvola) che regola la quantita’ di acqua che deve essere lasciata entrare e che, una volta raggiunto il livello previsto dai progettisti della casa costruttrice, provvede a far chiudere la valvola, interrompendo il flusso.

Nella maggior parte dei moderni modelli di lavatrici l’elettrovalvola e’ posizionata sul retro della lavatrice in corrispondenza dell’attacco del tubo di carico dell’acqua, anzi in genere l’attacco filettato su cui viene avvitato tramite una ghiera il tubo di carico, e’ anch’esso parte dell’elettrovalvola stessa.

Occorre quindi svitare la ghiera portatubo e far fare un giro di motore a vuoto per togliere ogni residuo di acqua dalla valvola stessa (bastano pochi secondi). Con l’occasione conviene dare una controllatina al filtro, sostituendolo nel caso fosse necessario, indi riavvitare il tutto.

Quanto sopra potrebbe sembrare eccessivo, forse troppo scrupoloso, ma in realta’ anche solo poche gocce d’acqua, in presenza di temperature molto al di sotto dello zero, possono provocare gravi danni.  Si tratta di danni peraltro invisibili al momento della riapertura dell’acqua in primavera, salvo poi accorgersi della stanza da bagno allagata e dei rilevanti danni provocati da una piccola svista.

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